Schiacciata con l'uva

La schiacciata con l’uva è una focaccia dolce lievitata tipica della tradizione toscana, in particolare delle zone di Firenze e Prato.
Preparata con una semplice pasta di pane condita con una generosa quantità di zucchero e acini di uva nera.

Perfetta per la merenda di grandi e piccini, è sana e golosa, un dolce d’altri tempi preparato con pochi semplici ingredienti.

Il sapore neutro dell’impasto senza sale si sposta perfettamente con la dolcezza dell’uva distribuita al suo interno e della cascata di zucchero semolato.
Un filo d’olio di oliva prima di infornare e il risultato è una focaccia dorata e fragrante fuori ma umida e succosa dentro, ottima in ogni momento della giornata.

La schiacciata con l’uva è una preparazione d’obbligo durante il periodo della vendemmia e tagliata a quadrotti è anche perfetta per una gita fuori porta o per un buffet.

Categoria: Focacce

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Tempo 60 min
Difficoltà Facile
Porzioni 4
Costo Basso

Ingredienti per una teglia da 20x30 cm

farina 350 g di farina 0
lievito di birra 18 g di lievito di birra fresco
acqua 180-200 ml di acqua tiepida
olio 2 cucchiai di olio di oliva
zucchero 120 g di zucchero semolato
uva 250 g circa di uva nera

Preparazione

Come fare la Schiacciata con l'uva

Schiacciata con l'uva - P1
Schiacciata con l'uva - P2

Per prima cosa, preparate l’impasto: in una terrina capiente versate la farina e aggiungete al centro il lievito di birra fatto sciogliere nell’acqua tiepida. [1]
Iniziate a mescolare con una forchetta, quindi aggiungete l’olio [2]

Schiacciata con l'uva - P3
Schiacciata con l'uva - P4

e mescolate ancora. [3] Lavorate poi l’impasto con le mani per 8-10 minuti, sul piano di lavoro, fino a ottenere una consistenza morbida e non appiccicosa.
Formate un panetto tondo e liscio. [4]

Schiacciata con l'uva - P5
Schiacciata con l'uva - P6

Rimettete l'impasto nella ciotola, leggermente unta, e fate lievitare, coprendo con pellicola, per circa un’ora. [5]
L’impasto sarà pronto quando sarà gonfio e raddoppiato di volume.  [6]

Schiacciata con l'uva - P7
Schiacciata con l'uva - P8

Dividete il panetto lievitato in due parti uguali. [7]
Stendete il primo in una teglia di 20x30 cm circa, leggermente oliata. [8]

Schiacciata con l'uva - P9
Schiacciata con l'uva - P10

Lavate e asciugate bene gli acini di uva. Distribuitene metà sulla superficie dell’impasto, affossandoli leggermente con le dita. [9]
Distribuite anche metà dello zucchero su tutta la base. [10]

Schiacciata con l'uva - P11
Schiacciata con l'uva - P12

Stendete delicatamente l'impasto rimanente e chiudete la focaccia adagiando questo secondo strato sulla base. [11]
Sigillate le estremità, distribuite l’uva rimasta, affossatela delicatamente. Coprite con lo zucchero restante e condite con un filo d’olio. [12]
Fate lievitare ancora per un’ora, quindi infornate la schiacciata all’uva a 190 gradi per circa 45 minuti.
Sfornatela quando sarà dorata e croccante, fatela raffreddare prima di gustarla.

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    Consigli e Varianti

    La schiacciata con l’uva si conserva a temperatura ambiente per 2-3 giorni al massimo.
    Si sconsiglia la congelazione.

    E’ consigliabile scegliere uva senza semi se non si ama la consistenza croccante data dai semini degli acini.
    Altrimenti possiamo tagliare gli acini ed eliminare i semini con molta pazienza.

    L’impasto deve risultare sodo e non troppo morbido, i chicchi di uva vanno leggermente affossati con le dita nell’impasto e, se troppo grandi, possono essere tagliati a metà così da rilasciare succo e sapore.

    La schiacciata con l’uva è una focaccia della tradizione toscana che, all’occorrenza, può essere preparata anche con uva bianca e nera mista.
    In alcune versioni si utilizza l’uva fragola, ancor più dolce e succosa, in altre si realizza una forma rotonda, quadrata o rettangolare. 

    Vino da abbinare

    Il dolce può essere accompagnato da un vino zuccherino come l'Orvieto Amabile, servito ad una temperatura di 8-10 gradi centigradi.
    In assenza di un Orvieto è consigliato qualsiasi tipo di vino liquoroso.

    Curiosità

    Viene chiamata anche "stiaccia" o "ciaccia".

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