La pastiera napoletana, facile e cremosa, per me non è solo un dolce, ma una vera tradizione che si ripete ogni anno: il profumo dei fiori d’arancio, l’attesa davanti al forno e quella soddisfazione unica quando la porto in tavola.
È uno dei simboli della Pasqua campana, preparata con una base di pasta frolla friabile e un ripieno cremoso a base di ricotta, uova, grano cotto, zucchero e canditi.
Ogni volta che preparo la pastiera napoletana fatta in casa, so già che il segreto sta nel tempo: è uno di quei dolci che non vanno mai mangiati subito.
Io la preparo sempre con almeno un giorno di anticipo, perché con il riposo i sapori si amalgamano alla perfezione e la frolla diventa tutt’uno con il ripieno morbido e profumato. È proprio il giorno dopo che dà il meglio di sé.
Una volta pronta, la conservo a temperatura ambiente, sotto una campana di vetro, dove rimane perfetta per 3-4 giorni. Se invece voglio organizzarmi in anticipo, preferisco congelarla prima della cottura, così da averla sempre pronta all’occorrenza.
Un passaggio a cui faccio sempre molta attenzione è la preparazione del grano: lo lascio cuocere finché non assorbe tutto il latte e diventa cremoso e denso. Solo quando è tiepido lo unisco alla ricotta e alle uova, per ottenere un ripieno equilibrato e senza sbalzi di consistenza.
Il ripieno della pastiera, infatti, è naturalmente piuttosto fluido per via delle uova, e proprio per questo ho imparato a non riempire mai troppo lo stampo: lascio sempre circa un dito dal bordo della frolla, così in cottura può gonfiarsi senza fuoriuscire.
Nel tempo mi sono divertita anche a sperimentare qualche variante della pastiera napoletana tradizionale: a volte preparo la frolla con burro, altre con strutto o olio, e scelgo se aggiungere o meno il lievito.
Il ripieno originale è ricco di cannella, che dona quel colore leggermente più scuro in superficie, ma ogni tanto personalizzo la ricetta eliminando i canditi o usando un mix di arancia e cedro.
C’è poi un dettaglio che mi affascina sempre: le 7 strisce sulla superficie. Non sono messe lì a caso, ma rappresentano la pianta dell’antica Neapolis, con i suoi decumani e cardini. Il numero 7 ritorna anche negli ingredienti simbolici e nei doni offerti alla dea Partenope, rendendo questo dolce ancora più speciale.
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Categoria: Dolci
Aggiungi anche la scorza di limone, porta sul fuoco e fai cuocere mescolando di tanto, fino a quando il grano non avrà assorbito tutto il latte. Tieni da parte. [2].
Prepara la pasta frolla: disponi la farina a fontana, aggiungi al centro lo zucchero, la vanillina, il sale, le uova [3].
Impasta velocemente il tutto, aggiungi anche il burro morbido a pezzetti e continua a lavorare il composto. [4].
Dopo qualche minuto avrai ottenuto un panetto morbido e liscio. Avvolgilo con pellicola e fai riposare in frigo per 30 minuti [5].
In una ciotola capiente metti la ricotta insieme allo zucchero, aggiungi anche cannella, scorza di limone e le uova leggermente sbattute [6].
Mescola energicamente con una frusta a mano per amalgamare il tutto [7].
A questo punto aggiungi anche il grano cotto ormai tiepido e i canditi a cubetti. [8].
(Il ripieno della pastiera è naturalmente abbastanza fluido a causa della presenza di molte uova. Per questo motivo, è consigliabile riempire lo stampo lasciando circa un dito dal bordo della pasta frolla, così da evitare fuoriuscite durante la cottura.)
Lascia riposare la pastiera dopo la cottura: una volta cotta, è importante lasciare che la pastiera si raffreddi completamente e riposi per almeno un giorno prima di servirla. Questo permette ai sapori di amalgamarsi meglio.
La pastiera napoletana si conserva a temperatura ambiente per 3-4 giorni, coperta con una campana di vetro. In alternativa, è possibile congelarla, preferibilmente prima della cottura.
Il grano è pronto quando ha assorbito completamente il latte e risulta cremoso e denso. Prima di unirlo alla ricotta e alle uova, è importante lasciarlo intiepidire.
Il ripieno della pastiera è naturalmente abbastanza fluido a causa della presenza di molte uova. Per questo motivo, è consigliabile riempire lo stampo lasciando circa un dito dal bordo della pasta frolla, così da evitare fuoriuscite durante la cottura.
La pastiera napoletana può essere preparata con diversi tipi di pasta frolla: con burro, strutto oppure olio, con o senza lievito per dolci. Il ripieno tradizionale prevede l’uso abbondante di cannella, insieme a ricotta e grano, che dona anche la tipica colorazione scura. È possibile inoltre omettere i canditi oppure utilizzare un mix di arancia e cedro. Ricorda che la pastiera napoletana migliora il giorno dopo, quindi pianifica di prepararla con un giorno di anticipo rispetto al momento in cui desideri servirla.
Non rispettare i tempi di riposo
La pastiera napoletana non va mai mangiata appena fatta: ha bisogno di almeno 24 ore di riposo per sviluppare al meglio profumi e consistenza.
Cuocere poco il grano
Il grano deve risultare cremoso e ben cotto: se resta duro o poco amalgamato, comprometterà la texture del ripieno.
Riempire troppo lo stampo
Il ripieno è molto fluido e in cottura tende a gonfiarsi: lascia sempre almeno un dito dal bordo per evitare fuoriuscite.
Non controllare la cottura
Una cottura troppo breve rende il ripieno troppo morbido, mentre una eccessiva lo asciuga troppo: la superficie deve risultare dorata e compatta.
Tagliarla ancora calda
Aspettare è fondamentale: tagliandola calda rischi di rovinarne la struttura e perdere la cremosità interna.
La pastiera napoletana è perfetta da servire durante le festività pasquali, come dessert a fine pasto o durante una pausa pomeridiana.
La video ricetta del giorno












sabato 25 aprile 2020
Ottima
mercoledì 8 aprile 2020
Buona serata, ho preparato la pastiera napoletana. C'è un profumo in tutta la casa. Domani la proviamo. Grazie!
ha scritto: giovedì 9 aprile 2020
Ciao Grazia! grazie a te!