Come cucinare le sarde

Come cucinare le sarde: vediamo insieme come pulire correttamente le sarde e come cucinarle a regola d'arte. Scopri i consigli di ricetta.it

La sarda è un pesce azzurro, gustoso ma magro: da non confondere con l'alice (o acciuga), si presta ad essere cucinato in diversi modi o conservato sottolio o sotto sale.

Famosa e apprezzata in tutto il mondo è la pasta con le sarde, un piatto tipico della cucina siciliana, che è stato inserito nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani; come si fa a resisterle?

Vediamo insieme le caratteristiche nutrizionali delle sarde, come pulirle correttamente e tanti modi per cucinarle.

Caratteristiche nutrizionali delle sarde

Consumare questo tipo di pesce apporta numerosi vantaggi alla nostra salute: 100 g di sarde contengono infatti solo 15 g di grassi, a fronte di più di 20 g di proteine, 70 mg di magnesio, 58 mg di selenio, oltre ad altri minerali in quantità minori come zinco e rame.

I grassi contenuti nelle sarde appartengono inoltre alla categoria dei cosiddetti 'grassi buoni' perché insaturi, come gli Omega 3, fondamentali per lo sviluppo del sistema nervoso e nella protezione del sistema circolatorio.

Ulteriore vantaggio di questo tipo di pesce è il costo piuttosto contenuto: 1 kg di sarde costa infatti intorno ai 6-8 Euro, raramente supera i 10 Euro.

Raccomandiamo di consumare le sarde fresche, controllando la stagionalità: i mesi più caldi, da marzo a settembre, sono perfetti. Anche per i pesci, infatti, la stagionalità è importantissima, nel rispetto del loro ciclo vitale, alla riproduzione e alla conseguente giusta crescita raggiunta al momento del consumo.

Vediamo insieme nel dettaglio come pulire le sarde correttamente e come cuocerle.

Come pulire delle sarde

La pulizia delle sarde deve partire dalle scaglie esterne, che possono essere eliminate facendo semplicemente scorrere il pesce tra pollice e indice partendo dalla coda e finendo alla testa. 

Il pesce va quindi aperto premendo con il pollice sulla pancia e dividendolo per il senso della lunghezza, a questo punto è possibile togliere lisca, testa ed interiora tirando semplicemente la testa o staccandole dalle carni, che vanno infine sciacquate quindo sotto un getto di acqua fredda non troppo forte e asciugate con carta assorbente da cucina.

Il processo può essere piuttosto lungo, anche se alcune pescherie vendono le sarde già pulite con un piccolo sovrapprezzo.

Come cucinare le sarde

Le sarde si prestano a diversi tipi di cottura, anche se quelle che esaltano maggiormente il loro gusto sono la griglia, la frittura (che vanifica però buona parte delle proprietà nutritive ed appesantisce il fegato) e la cottura in umido o al forno condite con poco olio, erbe aromatiche ed accompagnate da abbondanti verdure come patate o carciofi.

Chi non ha mai assaggiato le sarde a beccafico? Tipiche della gastronomia siciliana, in particolare palermitana, messinese e catanese, sono degli involtini di pesce nvoltini di pesce con un ripieno di capperi, uvetta e mollica di pane.

Un ulteriore ottimo modo per consumare questo pesce è quello di ricoprirle con abbondante succo di limone e consumarle condite con un filo di olio, aglio (se piace) e prezzemolo dopo averle lasciate marinare nel limone per almeno alcune ore, in modo che il limone cuocia adeguatamente le carni.

Un'alternativa al succo di limone può essere l'utilizzo dell'aceto come agente di cottura e disinfettante.

Unico svantaggio delle sarde in cucina, comune per altro alla maggior parte dei pesci, è l'accurata pulizia a cui devono essere sottoposte prima di cucinarle: le attività di mondatura possono infatti richiedere tempi piuttosto lunghi e devono essere svolte con estrema attenzione per evitare che rimangano tracce di visceri nei pesci, compromettendo così il gusto finale del piatto.

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