Rafano: proprietà e come si cucina

Rafano: proprietà e come si cucina
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Il rafano è una radice dal sapore piccante e dalle rinomate proprietà nutritive.

Si utilizza fresco, conservato sottoaceto o in agrodolce.

Il Rafano è perfetto in cucina per la preparazione della salsa cren, per accompagnare carni e pesci.

Rafano: proprietà antibatteriche e depurative

Il rafano è una pianta erbacea perenne. Appartiene alla famiglia delle crucifere, la stessa a cui appartengono broccoli, rape e rucola.
In cucina viene utilizzata la radice, bianca e di forma cilindrica.
Oltre ad essere molto versatile, ideale per la realizzazione di piatti dal carattere deciso, il rafano è ricco di vitamine (B e C) e sali minerali (calcio, fosforo, potassio, ferro e magnesio).
Soprattutto, è rinomato per le sue proprietà benefiche per la salute.
Prima tra tutte la capacità antinfiammatoria ed antibatterica, dovute alla presenza di oli essenziali e dei glicoli dell'olio di senape.
L'isotiocianato di allile, per l'appunto, contrasta la crescita di numerosi batteri.

Il rafano possiede anche proprietà digestive e depurative.
Stimola il rilascio della bile dalla colecisti e favorisce la diuresi, migliorando l'eliminazione delle tossine.
I suoi effetti positivi si riscontrano anche a livello della pressione arteriosa e della circolazione sanguigna.
La sinigrina presente all'interno del rafano agisce infatti come regolatore, ma anche e soprattutto come potente antiossidante.
Contrasta l'attività dei radicali liberi, riducendo il rischio di malattie cardiovascolari, diabete e tumori.
Il rafano inoltre risulta molto utile per alleviare i raffreddori, come espettorante e purificante.
Ha il vantaggio di essere ipocalorico e favorire il senso di sazietà.

Come si cucina il rafano

Oltre ad essere mangiato crudo, potete impiegare il rafano nella preparazione di frittate al forno, per insaporire sughi di pomodoro e per deliziose vellutate con verdure ed ortaggi.

Potete anche conservare il rafano ed usarlo all'occorrenza, semplicemente preparandolo sott'aceto o essiccandolo.
Per la preparazione sott'aceto utilizzate vasetti sterilizzati, e grattugiate finemente i rafani da conservare.

Per essiccare il rafano, invece, tagliate la radice e privatela della buccia.
Lasciate asciugare le fette di rafano, spesso di 1 cm, al sole o comunque in un luogo asciutto.
Una volta essiccate, procedete alla polverizzazione delle radici con un tritatutto.
Conservate la polvere di rafano in un barattolo ermetico per condire i vostri piatti preferiti, verdure, minestre, carne, pesce ed affettati.

Infine consigliamo il rafano nelle marinature della carne, basta cospargerlo in modo uniforme per dare carattere alle carni bianche e rosse.

Come preparare la salsa al rafano

Una delle ricette più famose a base di rafano è la Salsa Cren (altro nome del rafano).
Per la salsa, lavate bene il rafano e raschiatelo con il coltello.


Grattugiatelo finemente e ponetelo in una ciotola, insieme a pane in cassetta sminuzzato, aceto bianco, zucchero, olio e sale.
Impastate con le mani fino ad ottenere un composto morbido e pastoso.
Servite la salsa per accompagnare secondi di carne o pesce.

 

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